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Qualità

Qualità

La qualità è un fondamento della nostra cultura.

La nostra linea di qualità adotta le fondamenta dettate dall’ISO 9001:2008 e interseca a pieno quanto descritto dal ciclo di Deming (PDCA). L’unione tra R&D e produzione ci permette di avere il controllo totale del ciclo produttivo permettendoci così di prevenire e controllare eventuali drawback. Tutti i processi produttivi nati dal nostro dipartimento R&D, preventivamente testati, vengono continuamente testati anche dopo loro applicazione su scala industriale perché il nostro intento è quello di trovare risposte ancor prima che si generi un problema (Sistema di prevenzione interna).

La nostra concezione di sistema di qualità

FASE 1

INDAGINE DI MERCATO. SONDAGGIO VERSO I CLIENTI 

L’indagine di mercato è da noi rivolta verso il mercato mondiale, questo per poter offrire soluzioni ai nostri clienti ancor prima che possano sentire l’esigenza di chiedere. Il sondaggio verso i clienti ci permette di capire al meglio eventuali esigenze custom a cui i nostri prodotti devono esigere.

FASE 2

R & D. SVILUPPO DI RICETTE PROPRIE 

Uno dei compiti principali del nostro dipartimento R&D è quello di sviluppare ricette proprie mettendo in gioco tutto il know how raccolto in questi 30 anni di ricerca. Affrontiamo continuamente tutte le sfide dei mercati internazionali per offrire ai nostri clienti prodotti competitivi e innovativi che i loro competitor ancora non dispongono.

FASE 3

FORMULAZIONE IN SCALA DELLE SOLUZIONI

La miscelazione delle nostre formulazioni avviene esclusivamente all’interno della nostra attività, nessuna fonte di outsourcing. Tutti i passaggi durante lo sviluppo di un formulato vengono supervisionati dai nostri tecnici R&D per garantire nel modo più corretto tutti i passaggi così come i nostri tecnici hanno ideato il formulato.

FASE 4

SUPPORTO TECNICO PRE-TRATTAMENTO

Il supporto tecnico pre-trattamento viene già affrontato durante la fase di preventivo e, campionatura dove viene messo a punto il ciclo ideale per ciascuna lega di materiale.

FASE 5

APPLICAZIONE DEL PROCESSO

È la fase pratica che racchiude tutti i passaggi precedenti. Il particolare viene rivestito. Nella foto riportiamo un’ esempio di applicazione su materiale sinterizzato, costituito da una lega di ottone.

FASE 6

CONTROLLO QUALITA’ DEL RIVESTIMENTO E RILASCIO CERTIFICATI.

Il controllo di qualità è uno dei passaggi più importanti in quanto il personale dedicato valuta con cura se la lavorazione è stata eseguita rispettando tutte le richieste del cliente. Su specifica richiesta, vengono rilasciati dei certificati che validano, attraverso dati strumentali, le caratteristiche del deposito.

FASE 7

SUPPORTO TECNICO POST-TRATTAMENTO

Il supporto tecnico post-trattamento è per noi un passo fondamentale, poiché ci permette di valutare la durata nel tempo del nostro rivestimento oltre che ad assumere ulteriore know how. Quest’ultimo necessario per poter sviluppare al meglio nuove tecniche per aumentare le caratteristiche dei nostri prodotti settore per settore.

CERTIFICAZIONI ISO 9001:2008 E NSF

La certificazione ISO 9001:2008 è una modalità di operare, la sua funzione rimane il fulcro del nostro sistema di qualità. Rintracciabilità, formazione, registrazione dei dati sono tutti punti chiave di un sistema in grado di reagire in maniera dinamica.

La certificazione NSF ANSI 51 è rivolta unicamente a tutti coloro che realizzano particolari che investono l’industria del food & beverage esclusivamente nel mercato USA.

La Metalcoating possiede entrambe le certificazioni per portare i vostri prodotti nel mercato internazionale

NORME CHE SEGUIAMO PER DEFINIRE CORRETTAMENTE IL TRATTAMENTO DI NICHELATURA CHIMICA:

Rivestimenti (chimici) autocatalitici di lega nichel- fosforo. Secondo la norma UNI EN ISO 4527:2006

La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese e italiana della norma europea EN ISO 4527 (edizione maggio 2003). La norma definisce requisiti e metodi di prova per rivestimenti chimici autocatalitici di lega nichel-fosforo applicati su substrati metallici da soluzioni acquose. Questa norma non riguarda i rivestimenti chimici autocatalitici di lega nichel-boro, i compositi in matrice di nichel-fosforo e le leghe ternarie.

Misurazione dello spessore dei rivestimenti (Strumento raggi x). Secondo la norma UNI EN ISO 3497:2001

La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 3497 (edizione dicembre 2000) e tiene conto delle correzioni introdotte il 16 maggio 2001. La norma specifica i metodi per la misurazione dello spessore dei rivestimenti metallici per spettrometria a raggi X. Essi consentono la misurazione contemporanea di sistemi di rivestimento fino a tre strati e permettono la determinazione della massa per unità di area. Conoscendo la densità del materiale di rivestimento i risultati della misurazione possono essere espressi come spessore del rivestimento. L’intervallo di misura, per i singoli materiali di rivestimento, dipende dalla precisione del metodo per lo specifico materiale e può variare in funzione della strumentazione e della procedura di misura impiegate. La norma non tratta i problemi della protezione delle persone dai raggi X.

Misurazione dello spessore del rivestimento - Metodo magnetico. Secondo la norma UNI EN ISO 2178:2016

La norma specifica un metodo per la misurazione non distruttiva dello spessore di rivestimenti non magnetici su substrati magnetici mediante una sonda o uno strumento con sonda integrata posto direttamente sul rivestimento da misurare.
Il metodo può essere applicato anche alla misurazione di rivestimenti magnetici su substrati magnetici o altri materiali (vedere UNI EN ISO 2361).
Rispetto alla versione precedente, la norma è stata aggiornata in modo non sostanziale.

Valutazione dell'aderenza dei rivestimenti. Secondo la norma UNI EN ISO 2819:1997

Versione in lingua italiana della norma europea EN ISO 2819 (edizione ottobre 1994) che recepisce il testo dell’omonima norma internazionale ISO del 1980. Descrive i metodi di prova dell’aderenza dei rivestimenti elettrolitici e autocatalitici (effettuati per via chimica). Essa e’ limitata a prove di tipo qualitativo. Nella norma non vengono descritti i metodi che forniscono una misura quantitativa dell’aderenza perche’, essendo necessarie apparecchiature speciali e notevole abilita’ da parte dell’operatore, non risultano adatti come controlli di qualita’ per la produzione corrente. Alcune di queste prove quantitative possono tuttavia essere utili nei lavori di ricerca e sviluppo.

Linee guida per la definizione dei rivestimenti metallici e inorganici. Secondo la norma UNI EN ISO 27830:2013

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 27830 (edizione agosto 2013). La norma specifica i requisiti tecnici dei rivestimenti metallici e di quelli inorganici al fine di elaborare norme tecniche coerenti. Essa stabilisce un formato normalizzato per la designazione dei rivestimenti. Essa si applica a norme internazionali dei rivestimenti per elettrodeposizione, autocatalitici e per deposizione a vapore.

NORME A CUI CI ATTENIAMO PER DEFINIRE L’ANALISI ED IL MIGLIORAMENTO DI UN PROCESSO:

Misurazione dello spessore del rivestimento (Microscopio a scansione elettronica SEM). Secondo la norma UNI EN ISO 9220:1998

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO 9220 (edizione ottobre 1994). La norma specifica un metodo per la misurazione dello spessore locale dei rivestimenti metallici attraverso l’esame di sezioni trasversali per mezzo di un microscopio elettronico a scansione (SEM). Puo’ essere usato per spessori fino a parecchi millimetri, ma solitamente e’ piu’ pratico utilizzare un microscopio ottico (vedere UNI EN ISO 1463) quando il metodo relativo lo permette.

Misurazione dello spessore del rivestimento (Microscopio ottico). Secondo la norma UNI EN ISO 1463:2006

La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese e italiana della norma europea EN ISO 1463 (edizione maggio 2004). La norma specifica un metodo per la misurazione dello spessore locale dei rivestimenti metallici, degli strati di ossido e degli smalti porcellanati mediante l’ esame con un microscopio ottico delle loro sezioni.

Rivestimenti metallici ed altri rivestimenti inorganici - Misurazione dello spessore. Secondo la norma UNI EN ISO 3882:2005

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 3882 (edizione aprile 2003) e tiene conto delle correzioni introdotte il 16 luglio 2003. La norma fornisce una rassegna dei metodi di misurazione dello spessore dei rivestimenti metallici e di quelli organici su supporti metallici e non metallici. Essa si limita a prove già specificate o da specificare in norme, ed esclude alcune prove che sono utilizzate per applicazioni particolari.

Prova di microdurezza (Microdurometro Vickers). Secondo la norma UNI EN ISO 6507-1:2006

La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN ISO 6507-1 (edizione dicembre 2005). La norma specifica il metodo di prova di durezza Vickers dei materiali metallici per le tre diverse gamme di carico di prova. Viene definita la prova di durezza Vickers per le lunghezze delle diagonali dell’impronta comprese tra 0,020 mm ed 1,400 mm.

Valutazione della corrosione (Resistenza alla nebbia salina). Secondo la norma UNI EN ISO 9227:2012

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 9227 (edizione maggio 2012). La norma specifica l’apparecchiatura, i reagenti e il procedimento da seguire per eseguire le prove di nebbia salina neutra (NSS), di nebbia salina-acetica (AASS) e di nebbia cupro salina acetica (CASS), per valutare la resistenza alla corrosione di materiali metallici, con o senza protezione anticorrosiva permanente o temporanea

Prove di corrosione in atmosfera artificiale - Prova esterna accelerata con vaporizzazione intermittente di una soluzione salina (prova Scab). Secondo la norma UNI EN ISO 11474:2014

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 11474 (edizione marzo 2014). La norma specifica un metodo per valutare la resistenza alla corrosione dei metalli mediante prova di corrosione esterna accelerata in atmosfera artificiale con vaporizzazione intermittente di una soluzione salina (prova Scab). Il metodo è adatto per prove di confronto per ottimizzare i sistemi di trattamento superficiali.

Prova con anidride solforosa con condensazione generale di umidità. Secondo la norma UNI EN ISO 6988:1998

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO 6988 (edizione ottobre 1994). La norma specifica un metodo per valutare la resistenza alla corrosione di materiali o di prodotti ad un’atmosfera contenente umidita’ condensata ed anidride solforosa. Il metodo si e’ rilevato adatto per valutare rivestimenti metallici ed altri rivestimenti non organici.

Prove di porosità dei rivestimenti. Secondo la norma UNI EN ISO 10308:2006

La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 10308 (edizione gennaio 2006). La norma comprende una rassegna dei metodi pubblicati che hanno lo scopo di rivelare la presenza di porosità e di discontinuità in diversi tipi di rivestimenti metallici e nei rivestimenti a conversione cromatica o fosfatica (incluse le pellicole organiche associate) su un determinato tipo di metallo base.

Prove di porosità dei rivestimenti (Prova al ferroxyle). Secondo la norma UNI EN ISO 10309:2016

La norma definisce un metodo per rivelare porosità o altre discontinuità, durante le prove sui rivestimenti metallici, che non sono influenzati visibilmente da ioni cloruro e ferricianuro durante il periodo di prova e che sono catodici rispetto al ferro e acciaio. Questo metodo è particolarmente utile per rivestimenti ad alto spessore di cromo duro utilizzati per la resistenza all’usura

Determinazione del rilascio di nichel da rivestimenti (simulazione dell usura e della corrosione) . Secondo la norma UNI EN 12472:2009

La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 12472:2005+A1 (edizione giugno 2009). La norma specifica un metodo per simulare l usura e la corrosione accelerate, da utilizzare per la determinazione del rilascio di nichel da articoli ricoperti che vengono in contatto diretto e prolungato con la pelle.

Metodi di prova e limiti di migrazione di piombo e nichel (Apparecchiature per bevande calde). Secondo la norma UNI 11460:2012

La norma stabilisce i metodi di prova e i limiti di migrazione di piombo e nichel negli apparecchi destinati alla preparazione ed alla distribuzione di bevande calde utilizzati negli esercizi commerciali e nelle comunità.